Il dibattito sulla localizzazione del futuro termovalorizzatore nel Piano regionale dei rifiuti delle Marche si intensifica. EveryOne Group ha chiesto ufficialmente che l’area Fano-Tavullia-Pesaro venga esclusa dalle ipotesi di insediamento, evidenziando la necessità di valutazioni indipendenti riguardanti aspetti sanitari e ambientali.
Fano, insieme a Tavullia, Pesaro e Corinaldo, è stata proposta come possibile sito per un impianto in grado di smaltire circa 370.000 tonnellate annue di rifiuti. Tuttavia, Fano ha una raccolta differenziata che supera il 75%, sollevando preoccupazioni locali circa il rischio di spostare l’attenzione dalla prevenzione e dal riciclo verso un grande impianto di combustione.
Il dibattito sul termovalorizzatore nelle Marche
Roberto Malini, co-presidente di EveryOne Group, ha affermato: «È essenziale considerare le persone già residenti e le pressioni attuali, come la qualità dell’aria e la vulnerabilità idraulica». Ha sottolineato che la valutazione deve essere cumulativa e non frammentata, avvertendo che in un territorio vulnerabile non è opportuno aggiungere un ulteriore fattore di rischio.
ARPAM ha documentato la particolare esposizione al PM10 nelle città di Pesaro e Fano, evidenziando criticità legate alle emissioni locali. Sebbene nel 2025 sia stato registrato un significativo miglioramento della qualità dell’aria, la nuova direttiva europea prevede dal 2030 valori più severi per il PM10 e il PM2,5, riducendo la media annua rispettivamente a 20 μg/m³ e 10 μg/m³.
Il Registro Tumori della Regione Marche ha rilevato, per il periodo 2010-2012, un totale di 436 casi di tumore dello stomaco nella provincia di Pesaro-Urbino. Malini ha sottolineato l’importanza di uno studio epidemiologico aggiornato prima di procedere con la localizzazione dell’impianto.
Inoltre, Tavullia ha una storia di convivenza con la discarica di Ca’ Asprete, attiva dagli anni Novanta e prevista per chiudere nel 2028. Questo territorio ha già subito un carico ambientale significativo, ed è cruciale considerare questi fattori nella pianificazione di un nuovo impianto.
EveryOne Group ha annunciato l’invio di un appello formale e un dossier alle autorità competenti, inclusi il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e la Commissione europea – DG Ambiente, richiedendo valutazioni preventive sui potenziali impatti sanitari e ambientali.
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